Gli stabilizzatori in canottiera

La Lega, dopo l’innegabile successo elettorale, punta a presentarsi come una forza responsabile, stabilizzatrice, in una fase attraversata da elementi di frattura nella maggioranza e da un clima politico segnato da incertezze. Umberto Bossi ha stemperato le polemiche suscitate dalla domanda di Roberto Calderoli sull’efficacia dell’impegno in Afghanistan, sostenendo gli impegni assunti con gli alleati, ha offerto un terreno di confronto positivo con i seguaci di Gianfranco Fini, proponendo un’accelerazione dell’iter del decreto contro la corruzione, ha sottolineato la necessità di difendere l’euro, il che implica un appoggio alla manovra che Giulio Tremonti sta confezionando. Leggi il ritratto di Umberto Bossi di Annalena Benini
17 AGO 20
Immagine di Gli stabilizzatori in canottiera
L’appoggio della Lega alla politica internazionale del governo è sempre stato piuttosto tiepido. Esprimeva l’accettazione di una divisione di compiti ma non la condivisione degli obiettivi. Il cambiamento di queste ore, probabilmente, è dettato dall’esigenza di non lasciare spazio alle polemiche interne alla maggioranza, che avrebbero potuto trarre argomento da una dissociazione leghista o anche solo da un atteggiamento di scetticismo. Forse, però, c’è qualcosa di più di una scelta tattica e difensiva. In una fase in cui il federalismo passa dalle enunciazioni alla difficile realizzazione, è necessario che il partito che più di tutti lo ha promosso dimostri un tasso accettabile di responsabilità nazionale.
Umberto Bossi sa che gli avversari del federalismo cercheranno di dimostrare che si tratta di un’operazione costosa, che non può ragionevolmente essere avviata mentre si operano tagli in altri settori della spesa pubblica per mantenere una stringente disciplina di bilancio. Replicherà che “il problema non sono i soldi” e che il federalismo farà risparmiare, ma sa che questo avverrà al termine di un percorso che, nelle fasi intermedie, invece, richiede anche uno sforzo finanziario. Per affrontare questi passaggi è necessaria una maggioranza coesa e un dialogo costruttivo con le opposizioni. La Lega – che oggi appare indossare con disinvoltura l’abito da partito di governo piuttosto che le vecchie canottiere da partito di lotta – dà il suo contributo di stabilizzazione anche a questo scopo, il che la rende credibile proprio perché finalizzato al suo principale obiettivo.
Leggi il ritratto di Umberto Bossi di Annalena Benini